04October Chiesa di Santa Maria degli Angeli

Nella Chiesa in Santa Maria degli Angeli il portale in pietra dell'ingresso centrale è sovrastato da una nicchia dove si ammira un altorilievo in marmo del XVI secolo che raffigura la Vergine col Bambino di autore ignoto.

Caratteristico è il tetto a capriate della navata centrale dipinto a decorazioni policrome con episodi della vita dei Santi Domenicani. Per mancanza di restauri, le decorazioni sono andate purtroppo in rovina.

Un altro importante motivo che ci induce a fare una visita a questa chiesa, è l'insuperabile capolavoro d'arte rappresentato dalla Madonna col Bambino di Antonello Gagini sicuramente l'opera più perfetta da lui eseguita nel 1516.

La visita di tutta la Chiesa è accompagnata dalle 14 tele ottagonali della Via Crucis opere seicentesche di gusto popolareggiante.

Nella parte destra del transetto notiamo un'opera della fine del secolo XVIII, una tela raffigurante i Santi Pietro e Paolo che reca in basso una delle pochissime vedute del Castello con torre mastra non più esistente perché distrutta a seguito del terremoto del 1823.

La Chiesa di Santa Maria degli Angeli contiene le sacre reliquie del Beato Giovanni Liccio di cui grande è il culto a Caccamo.

 
Chiesa delle anime sante del Purgatorio

nativitaIl complesso di piazza Duomo, uno degli scorci più suggestivi della nostra città, comprende nel suo prospetto, oltre alla chiesa Madre, l'Oratorio della compagnia del SS.Sacramento e la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio con al centro il palazzo dell'ex monte di pietà.

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Chiesa dei Santi Michele e Biagio

san_micheleNel quartiere di Curcuraccio o Terra Soprana nel 1510 fu eretta la chiesa dei santi Michele e Biagio ad opera dell'omonima Arciconfraternita all'interno della quale abitarono i Padri Cappuccini nel 1585 - secondo una nota riportata dallo storico saccense Agostino Inveges - prima ancora che si fabbricasse il loro convento.

L'Arciconfraternita rappresentava la terza Compagnia con diritto allo stendardo i cui confrati indossavano la mantellina azzurra ed era costituita da pastori e lagnaioli.

Sotto il profilo architettonico la chiesa presenta una struttura molto semplice, l'interno ha una sola navata con il coro e quattro altari laterali, il prospetto - di modesto pregio stilistico - ha un portale in pietra presumibilmente della fine del secolo XVI.

L'altare maggiore è adornato da una grande pala dipinta su tela raffigurante la Madonna degli Angeli col Bambino tra i Santi Michele e Biagio. Si tratta di un'originale composizione cinquecentesca bene equilibrata nella disposizione delle figure disegnate con maestria e che si rende attraente per quella grandiosità di stile ed armonia di colori che l'autore - Antonio Spatafora - aveva appreso nella bottega del suo grande maestro Vincenzo De Pavia detto il Romano.

Sul lato destro del presbiterio è posto un dipinto del pittore caccamese Luigi Rizzo del 1815 in cui è raffigurata la Pietà.

Tra le sculture va posta in evidenza l'acquasantiera del XV secolo costituita da un piedistallo a boccioli di foglie di acanto e la conca a forma di conchiglia ; forse i due pezzi sono stati realizzati da due diversi scultori ed in seguito adattati come si presentano attualmente.

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Chiesa dei SS. Apostoli Filippo e Giacomo ed il culto per il Crocifisso

filippoegiacomoAi margini del torrente Canalotto è ubicata l'antichissima Chiesa di oscure origini ed in prossimità di un'altra Chiesa ormai distrutta e che aveva il tetto a capriate: quella di San Giovanni.

All'interno si ammira l'effige di un miracoloso Crocifisso in legno molto venerato dalla popolazione.

Una antica tradizione vuole che l'autore dell'opera sia stato lo stesso San Luca che scolpì il Crocifisso direttamente nel tronco di un albero. Le forme anatomiche dello stesso inducono a datarlo tra la fine del secolo XIV e gli inizi del XV.

Durante la terza domenica di maggio il simulacro viene portato a spalla da sedici uomini in processione per le vie del paese con una manifestazione religiosa tra le più caratteristiche ed antiche. Intanto il simulacro in legno è custodito all'interno di un ricco fercolo in legno intagliato rivestito di oro zecchino (della metà del secolo XVIII). Sembra proprio che vada in giro per le vie di Caccamo un piccolo tempio portatile perché la base (divisa a scomparti) è adorna di rose a rilievo; la corona (sormontata da una crocetta) è invece sorretta da quattro colonnine tortili in basso e faccettate in alto.

Un'altra bella scena coreografica è rappresentata dagli stessi devoti sedici uomini che trasportano il fercolo col miracoloso Crocifisso in quanto indossano un caratteristico costume costituito da una camicia finemente ricamata ed un calzone di lino bianchissimo mentre una larga fascia di seta di colore rosso cinge i fianchi e scende giù a guisa di cordone.

Durante la processione viene recitato un tradizionale, suggestivo e solenne rosario scandito da un ritmo quasi primitivo.

"E deci mila voti
ludamu lu Redenturi
ludamulu sempri spissu
lu santissimu Crucifissu.
Me Gesù appassiunatu,
ni la cruci fusti ‘nchiuvatu;
lu me cori, lu me sciatu
si lu chianci lu mé piccatu.
Iu vi vegnu a visitari
mé redenturi nun m'abbannunari.
E vinti mila voti
ludamu lu redenturi...
E trenta mila voti
ludamu lu redenturi...
E centu mila voti
ludamu lu redenturi...."

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Chiesa di San Benedetto alla Badia e pavimento maiolicato

11c1 chiesa san benedetto

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Le monache del Monastero di Santa Maria della Mensa dell'Ordine Benedettino, che era dislocato fuori dalle mura della città, erano spesso oggetto di violenze e ritorsioni da parte degli Angioini nonché di incursioni barbaresche durante il secolo XVI.

Per sottrarle a tali pericoli, nel 1572 si fondava il grande Monastero con Chiesa annessa appartenente all'Ordine delle Benedettine scegliendo una ubicazione di privilegio in pieno centro storico avendo: da un lato la Chiesa di San Marco e dall'altro la Chiesa della SS. Annunziata, mentre dal prospetto si guardano sia la Madrice che una parte del Castello. Chiesa e Badìa formano un unico complesso segnato dalla fine dei lavori con una data 1.748 riportata sul portale in pietra che riproduce scolpito l'emblema benedettino.

San Benedetto alla Badìa, di chiaro stampo settecentesco, è di pianta rettangolare con una sola navata senza cupola e l'altare maggiore rappresentava proprio la cappella di un convento femminile per fanciulle di famiglie benestanti tra le quali fu Suor Felicia Enriquez de Cabrera (1580-1615) morta in fama di santità.

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Il tempo a Caccamo