Il Ponte Chiaramontano, il lago e la diga Rosamarina

foto_ponte_9Il complesso della diga di Rosamarina rientra nel sistema di impianti rivolto a soddisfare la domanda di consumi idrici per gli usi civili, agricoli ed industriali del palermitano. La domanda d'acqua che il complesso si propone di soddisfare riguarda 15.200 ettari, posti al di sotto dei 200 metri sul livello del mare, che ricadono fra la piana di Lascari, vicino Cefalù, e la zona di Villabate.

Il bacino, determinato dallo sbarramento del fiume San Leonardo, presenta un'estensione pari a 500 Kmq. Con una capienza massima a pieno regime di 100 milioni di mc. Che dovrebbe garantire a tutti i possibili utenti un utilizzo annuale di circa 80 milioni di mc., sia per uso irriguo che potabile.

In tal senso, la differenza fra le risorse idriche disponibili e l'attuale domanda avanzata dalla città di Palermo, pari a 30 milioni mc., costituisce il contributo effettivo che il fiume San Leonardo può garantire nell'immediato con una portata continua di 1000 litri al secondo permettendo così un incremento di circa il 50% delle odierne disponibilità del capoluogo siciliano.

14a1 lago rosamarinaIl bacino artificiale oltre a far fronte a tali bisogni, costituisce l'ambiente naturale per la riproduzione di carpe, pesci gatto, anguille, trote, carassi e persici reali divenendo così il punto centrale attorno a cui nascerà, speriamo in un futuro molto prossimo, un'oasi verde realizzata grazie all'intervento dell'Ente di Sviluppo Agricolo che curerà il rimboschimento dell'area circostante il lago con la presenza di piante resistenti alla siccità, pistacchi ed altre venti essenze in modo che alle falde del Castello medievale lo sguardo dei visitatori scorgerà presto i colori della "macchia mediterranea".

A permettere tale rimboschimento, per un importo totale di 500 mila Euro, saranno i fondi dell'Unione Europea in linea con il protocollo di Kyoto con la conseguente presenza di alcune essenze particolari che facilitano la riduzione dell'anidride carbonica ed anche un tipo di ginestra la cui fibra è richiesta dal centro di ricerche Fiat nella fabbricazione di materiali compositi nelle autovetture in sostituzione dell'amianto.

L'apparato radicale delle piante consoliderà infine le sponde della diga.

Desideriamo citare infine cosa dice testualmente Fabio Santoni il quale definisce intanto il lago di Rosamarina " l'oro di Sicilia " : ‘ L'occhio clinico del pescatore, quasi metafisicamente, percepisce il magma bollente di pesci che brulicano in quelle acque.

La conformazione delle sponde, il colore delle stesse acque e la natura generosa del territorio (in un'aspra vallata disegnata da olivi selvatici, mandorli fioriti, gialle ginestre e cardi spinosi) trasmettono quella stessa sensazione di forza che ti lascia addosso la terra di Sicilia. Una sensazione coinvolgente per il pescatore, un'iniezione di vitalità e per me un sollievo dalle tristezze ispiratemi delle "mie" acque toscane.

Giudico il bacino di Rosamarina indiscutibilmente uno dei migliori bacini italiani per il bass, se non addirittura il migliore. Quello che impressiona è la possibilità di unire la qualità alla quantità : fare trenta o quaranta pezzi al giorno qui è assolutamente normale'.


NOTE TECNICHE - STORICHE - CARATTERISTICHE

La diga sbarra il corso del fiume San Leonardo a circa 6 Km. dalla foce con la sezione di sbarramento delle acque posta a quota 90 metri sul livello del mare.

Lo sbarramento posto all'ingresso di una stretta gola entro le formazioni calcaree appartenenti ai rilievi montuosi circostanti e formati da calcari dolomitici intensamente fratturati, marne, calcari e scisti con spessore di circa 30 metri.

I terreni dell'area dell'invaso sono costituiti da depositi argillosi in contatto con le formazioni calcaree rese impermeabili con opportuni trattamenti.

La diga è in muratura di calcestruzzo, del tipo strutturale ad arco-gravità, che raggiunge un'altezza massima di 93 metri e con uno sviluppo in lunghezza al coronamento superiore pari a 200 metri.

Il progetto dello sbarramento del fiume San Leonardo alla stretta di Rosamarina venne approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel luglio 1969 e venne finanziato dall'Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana che ne affidò la realizzazione in concessione all'Ente di Sviluppo Agricolo.

I lavori vennero appaltati nel 1972 dall'impresa Astaldi che li iniziò nell'ottobre dello stesso anno.

Ultimati i lavori di costruzione della diga ed eseguiti ulteriori e successivi interventi di sigillatura dei giunti costruttivi con impiego di malte cementizie additivate, l'impianto è stato avviato verso gli invasi sperimentali.

I primi invasi del serbatoio vennero eseguiti nel corso degli anni 1994 e 1995 e per altezza di ritenute limitate, prevalentemente per testare il corretto comportamento dello sbarramento in termini di tenuta idraulica.

La prima autorizzazione all'invaso concessa dall'allora Servizio Nazionale Dighe intervenne solo nel gennaio 2001 con la quale venne temporaneamente assentito il raggiungimento della quota di 133,00 metri s.l.m. al quale corrispondeva un volume di invaso di appena 8,00 Mmc.

L'ultima autorizzazione rilasciata nel maggio 2004 e tutt'oggi vigente, consente il raggiungimento della quota di 165,00 metri s.l.m. cui corrisponde un volume di invaso di 81,5 Mmc. A fronte della quota di massima regolazione di 169,50 metri s.l.m.

Il livello autorizzato è stato ai fini pratici già raggiunto nel mese di maggio 2004 allorquando si è registrata la quota di 164,93 metri s.l.m. - la massima sin qui raggiunta.

Le acque dell'invaso hanno una utilizzazione irrigua per i comprensori della fascia costiera tra Palermo e Cefalù ed idropotabile per la città di Palermo.

Tutto il lago è costeggiato da una strada sterrata abbastanza dissestata, ma comunque percorribile e che agevola notevolmente negli spostamenti anche durante la pesca.

Il bacino di Rosamarina conta ben 16 Km. di sponde ed oltre 100 metri di profondità in prossimità della diga.

Caratteristiche della diga :

Tipo arco gravità

Quota del coronamento 176,00 m.

Spessore al coronamento 5,00 m.

Spessore alla base 41,90 m.

Sviluppo al coronamento 200,33 m.

Altezza max. 93,00 m.

Quota invaso normale 169,50 m.

Quota max. invaso 175,00 m.

Superficie bacino imbrifero 462,20 Kmq.

Capacità alla quota di max. regolazione 100,00 Mmc.

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